LA FAMIGLIA BOSCIARQI
Al più presto lo pubblicherò...
Siete comunque invitati tutti ad inviare le vostre proposte alla mail del blog.
Facciamo vivere tante avventure a questa stramba famiglia!!!
È ora di rientrare! Arrivederci Tel Aviv. Alla prossima, Israele. Io e Gigi qua ci stiamo benissimo.
La nostra seconda patria, se ne avessimo una prima! Sì perché l'Italia, negli ultimi anni, ci sta riservando troppe delusioni. Ahinoi, non è più quella di una volta...
Abbiamo fatto colazione ed ora dobbiamo riconsegnare le bici.
BENE, ANDIAMO!!!
Ci inseriamo nel traffico caotico della città - ormai siamo diventati espertissimi a zigzagare tra le auto strombazzanti - diretti al negozio in cui abbiamo noleggiato i nostri velocipedi. Dopo 5 minuti, vedo il viso di Gigi oscurato da un velo di preoccupazione.
'Cos'hai?', gli chiedo. Ma sono sicuro che si tratti dell'amarezza di dovercene andare...e invece no!
'Lò, non mi ricordo dove si trova il negozio!!' mi risponde. La faccia è una maschera di preoccupazione e, pochi istanti dopo, la mia diventa lo specchio della sua. Gigi lo sa benissimo...ho un senso dell'orientamento che è pari a zero. Ad essere sincero potrei liberamente scendere all'infinito tra i numeri negativi e non trovare il mio livello.
SANTI NUMI!!!
Iniziamo a circolare senza meta. Svolta a destra, svolta a sinistra...volta, rivolta e torna a rivoltare all'infinito ma niente!!! AIUTO!!! Come diavolo si chiama quell'accidenti di via???? Non potevamo guardarci prima??? No, noi no!!! Come qualche anno fa quando perdemmo le bici all'autostazione centrale: DUE CIALTRONI!!
Io credo davvero che i matti e gli ubriachi abbiano un santo solo per loro. Non so in quale delle due categorie inserire me e Gigi... forse in entrambe. Ma noi siamo sbronzi senza bere!!! Fatto sta che il negozio ci passa di fianco...
'ECCOLO!!!!!' grido. Di colpo, mi sento dueci anni in meno sul groppone!!!
Consegnamo i mezzi e via!!!! Verso il Ben Gurion... l'aeroporto più sicuro del mondo, a bordo di un taxi.
Alla faccia dei controlli! Qua non si scherza per niente. Prima ancora di arrivare, uno schieramento di soldati, armati di mitra che sembrano cannoni, blocca l'auto e ci riempie di domande!
PRIMO OSTACOLO SUPERATO!
Salutiamo il taxista ed entriamo in aeroporto. Si torna a casa!!!
CONSIGLIO SPASSIONATO: In caso vogliate venire a Tel Aviv, per il rientro, arrivate al Ben Gurion 3/4 ore prima della partenza... La sicurezza ci rivolta come due calzini. Ma ditelo. Se non volete farci partire, noi rimaniamo qui con piacere.
E invece no! Col groppo in gola ci viene consegnato il lasciapassare.
'Potete ritornarvene in Italia', sembra dirci il funzionario col viso più duro della pietra...e noi, mesti e già con tanta nostalgia, ci allontaniamo verso l'imbarco.
CIAO TEL AVIV, ARRIVEDERCI ❤
Siamo giunti all'ultimo giorno di permanenza a Tel Aviv e, per l'occasione, il mio carissimo amico Gigi mi ha invitato a fare colazione in un localino meraviglioso... dice lui.
'Lò - è così che mi chiama - domattina ti porto in un posto speciale. Fidati di me'.
Naturalmente accetto di buon grado. Considerato il fatto che mi alletta con aggettivi altisonanti di un cappuccino fantastico e di paste da urlo, sarei uno stupido a non accettare una proposta tanto sublime.
Una buona colazione fa partire la giornata con il piede giusto!!! Soprattutto a me che ho bisogno di mangiare nell'istante stesso in cui mi alzo. Nel mio stomaco si apre subito una voragine!! E dopo...di corsa al bagno. Non posso allontanarmi troppo da casa o, in questo caso, dall'appartemento che ci ospita. È di primaria importanza. Per questa ragione, prima di partire, mi assicuro...
'Gigi, è lontanto questo posto paradisiaco?' E lui, con sorriso rassicurante, mi risponde 'No, no è qui dall'Hilton. Cinque minuti e siamo arrivati!
EVVIVA!!!!
Inforchiamo le nostre bici e ci dirigiamo verso il meraviglioso lungomare di Tel Aviv. È una giornata magnifica. L'azzurro del cielo è un tutt'uno con le acque cristalline del mare.
'Ecco l'Hilton. Dov'è il bar?' gli chiedo, con lo stomaco che già inizia a gorgogliare.
'Ci siamo', mi risponde Gigi, qualche metro avanti a me.
Poi però ci imbattiamo in una serie di stradine strette su cui si affacciano numerosi locali. La gente è gremita e le biciclette creano ulteriore ingorgo. Il mio manubrio urta contro diverse persone che si innervosiscono - già, dimenticavo, qui la popolazione è molto diretta e le cose non te le mandano certo a dire - e ai miei 'sorry' sempre più insofferenti, rispondono con frasi incomprensibili ma dal tono tutt'altro che amichevole.
Ma, dopo aver attraversato l'intera città - alla faccia dei cinque minuti di Gigi - finalmente, il bar appare davanti ai miei occhi increduli come un'oasi nel deserto.
GIOIA E GIUBILO... anche il mio stomaco, a suo modo, intona un'alleluja.
Troviamo due posti e ci sediamo. Il primo a darci il benvenuto è un paffuto calabrone. TERRORE ALLO STATO PURO!! Io e Gigi ci alziamo di scatto, rovesciando sedie e tavolino con tutto quello che stava sopra. I clienti si voltano di scatto, dapprima spaventati poi divertiti dalla scena che si trovano ad assistere. Scatta una risata generale. Alché, coi visi rossi come due pomodori maturi, tendenti al marcio, io e Gigi cerchiamo di rimediare al danno commesso.
Ora però è giunto il tanto agognato momento di ordinare. Il vassoio con la nostra colazione viene adagiato sul tavolino.
SI MANGIA!!!
Devo dire che il dolce è davvero buonissimo. BRAVO GIGI!!! Anche il calabrone è d'accordo con noi ed infatti torna a farci visita, accompagnato dal minaccioso ronzio. Stavolta però ci limitiamo a qualche gridolino e a scacciarlo a colpi, a vuoto, di menu, sotto gli occhi divertiti della cameriera che, senza celare un pizzico di ironia ci dice 'It doesn't eat you' (non vi mangia).
Sorridiamo e ci gustiamo in santa pace la nostre leccornie fino all'ultimo boccone. Poi però la mia paura più grande diventa realtà...
OH MIO DIO!!! IL BAGNO!
....continua con l'ultima puntata.